Sembra proprio di poter affermare che "chi conosce l'ambientalismo, lo evita".Dopo Patrick Moore, scappato da Greenpeace di cui era fondatore e Direttore Generale oggi approfondiamo il pensiero di Chicco Testa (con Veltroni nella foto).
Per capire chi sia stato Chicco Testa per il mondo dell'ambientalismo partiamo dal suo curriculum ambientalista e anche politico (se non sei di sinistra non puoi essere ambientalista...).
Nel 1980 Chicco Testa è Segretario Generale e poi Presidente di Legambiente
Nel 1980 Chicco Testa è Segretario Generale e poi Presidente di Legambiente
Nel 1987 raggiunge l'apice della sua carriera ambientalista con il referendum dell’8-9 novembre per il NO al nuclare
Nel 1987 viene eletto deputato del Partito Comunista Italiano
Fino al 1994 viene eletto deputato nel Partito Democratico di Sinistra
Leggete cosa pensa oggi Chicco Testa del mondo dell'ambientalismo attraverso le sue parole tratte da un'intervista rilasciata a Giordano Bruno Guerri:
"C’è qualcuno che si definisce ambientalista e dà le patenti agli altri.
Per loro bisogna essere un estremista per essere ambientalista, ovvero negazionista di tutto.
E’ un atteggiamento intollerabile, perché pieno di ipocrisia. (...)
Il pianeta non ha nessun bisogno di essere salvato, il pianeta è un organismo fisico, biologico, che ha la sua vita: è stato freddo, è stato caldo, diventerà nuovamente freddo.
E’ stato deserto, e non gliene frega niente di quante foreste ha sopra.
In realtà stiamo discutendo del pianeta che piace a noi, di rappresentazioni caricaturali della natura. (…)
(essere un ambientalista oggi significa) avere a cuore il fatto che una parte importante della nostra vita dipende dalle risorse naturali e che quindi dobbiamo saperle preservare e riprodurre. C’è anche un aspetto estetico, il sacchetto di plastica buttato in un corso d’acqua fa più danni al buongusto che all’ambiente.(…)
Nel movimento ambientalista, fin dalle origini, ci sono due atteggiamenti diversi.
Uno è quello catastrofista, che spinge a forme di millenarismo e predica la penuria come risposta ai problemi; un’altra corrente, che è fortissima ma non ha avuto molto peso politico, è quella che spera nella ricerca, nella tecnologia, nell’innovazione: cose che ci consentano di vivere consumando di meno ma migliorando la qualità della nostra vita.. (…)
(I Verdi) cioè quella roba che da anni prende il 2 per cento e che fa una politica sostanzialmente reazionaria, nel senso storico della parola.
Reazionaria perché è una politica che ha coltivato gli egoismi locali scambiandoli per interessi generali.
E che ha difeso lo status quo scambiandolo per il mantenimento dell’equilibrio ambientale. "
Per leggere integralmente l'intervista di Giordano Bruno Guerri a Chicco Testa cliccare qui


