Visti i miei precedenti post sul riscaldamento globale, volevo aggiungere un interessante contributo segnalandovi l'ultimo libro di Bjorn Lomborg, edito da Mondadori ed appena uscito nelle librerie dal titolo "Stiamo freschi - Perchè non dobbiamo preoccuparci troppo del riscaldamento globale" che mi sono davvero divorato in pochi giorni.L'autore del libro, Bjorn Lomborg, è un ex ambientalista, membro di Greenpeace, uomo di sinistra, professore associato di statistica al Dipartimento di scienze politiche dell'Università di Aarhus in Danimarca, opinionista per il "New York Times", il "Wall Street Journal" e l'"Economist".
Lomborg ha abbandonato Greenpeace e il mondo dell'ambientalismo dopo aver svolto delle approfondite ricerche scientifiche che gli hanno dimostrato come la realtà era totalmente diversa dalle teorie che, per lungo tempo, erano state la base delle sue battaglie ecologiste.
Il risultato di questo suo lavoro di approfondimento è stato pubblicato nel 2003 in un libro davvero voluminoso, "L'ambientalista scettico" dove attraverso 3.000 note e una bibliografia di oltre 1.800 titoli, ha voluto dare una valutazione corretta su tematiche ambientali diffuse o, meglio, su quella infinita serie di credenze pseudo-scientifiche che gli ambientalisti diffondono facendo leva sulle paure popolari: sovrappopolazione, esaurimento delle risorse naturali, biodiversità, inquinamento, effetto sera, ecc.
Il nuovo libro di Lomborg, "Stiamo freschi" tratta invece esclusivamento il tema del global warming, il riscaldamento globale entrando nel campo scientifico, economico e politico, sempre attraverso una bibliografia incredibilmente ampia per referenziare e qualificare le sue affermazioni.
Un libro davvero interessante che si conclude con queste parole che mi hanno fatto riflettere:
"Quando spendiamo 5 dollari per compensare l'emissione di una tonnellata di anidride carbonica facciamo qualcosa di buono (probabilmente generando un beneficio sociale di circa 2 dollari). Ma gli stessi 5 dollari donati a un'altra organizzazione avrebbero potuto produrre un beneficio sociale del valore di 200 dollari se fossero stati usati per la prevenzione dell'HIV/AIDS o di 150 dollari se usati contro la denutrizione. Vorrei che fosse ritenuto naturale preferire benefici del valore di 200 dollari invece che di 2.
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Spero che potremo guardare negli occhi le nuove generazioni e dire loro che non abbiamo fatto solo ciò che ci sembrava utile in base alle mode del momento, ma che abbiamo migliorato a fondo il mondo grazie a strategie semplici, sperimentate e sensate, non abbiamo fatto solo qualcosa che ci faceva sentire bene, ma qualcosa che faceva davvero bene."


