mercoledì 12 novembre 2008

QUELLO CHE CARLA BRUNI NON DICE

Je suis très heureuse d’être
devenue française parce
que j'ai honte de ces scènes
(sono molto felice d'essere diventata francese
perché mi vergogno di queste scene)

Mentre la "francese" Carla Bruni scende dall'aereo presidenziale, negli aeroporti italiani in nome del diritto di sciopero e in nome del sindacato si violano i diritti altrui, si impedisce agli altri di lavorare e si va contro la legalità.


P.S.: la frase in francese è stata ottenuta unendo la frase pronunciata da Carla Bruni "Je suis très heureuse d’être devenue française" e una frase da me tradotta utilizzando Google Translate "parce que j'ai honte de ces scènes" per cui mi preparo alla lavagna pronto ad accettare le segnalazioni di errori....

martedì 11 novembre 2008

CHI RAPPRESENTANO COSTORO?

In questi giorni i sindacati mi hanno davvero annoiato: prima la scuola, poi i trasporti e poi arriveranno i metalmeccanici e così via.
Disagi per tutti, cortei e le solite parole dei sindacalisti, trite e ritrite, che davanti ai microfoni nelle piazze o davanti alle telecamere rivendicano questo o quello a nome dei lavoratori.

Ma chi l'ha detto che costoro parlano a nome dei lavoratori?
Ma chi l'ha detto che costoro agiscono in nome e per conto dei lavoratori?

Vediamo cosa ne pensano gli italiani.
Vediamo cosa ne pensano coloro che i sindacalisti si arrogano il diritto di rappresentare.
Vediamo cosa ne pensano coloro in nome dei quali i sindacalisti dichiarano di agire.

Sondaggio ISPO - Renato Mannheimer
pubblicato sul sito de "il Corriere della Sera" in data 10 novembre
il 49% degli italiani ritiene il sindacato rappresentativo dei lavoratori
in pratica: la metà degli italiani non si sente rappresentato dai sindacati


Sondaggio SWG - Publica Res
commissionato nel settembre 2008 dall'Ambasciata britannica in Italia e dal Britissh Council in occasione del convegno annuale italo-britannico di Pontignano
il 77% degli italiani dai 18 ai 35 anni non ha fiducia nel sindacato
in pratica: tra le nuove generazioni 4 italiani su 5 non si fidano dei sindacati


Sondaggio Crespi Ricerche
realizzato nel settembre 2008 durante la trattativa Alitalia
il 63% degli italiani ritiene il sindacato responsabile della crisi Alitalia
in pratica: la stragrande maggioranza degli italiani non ha condiviso la battaglia sindacale anzi, l'ha giudicata negativamente

Chi rappresentano costoro?

venerdì 7 novembre 2008

LEZIONE DI AMERICANO E RIPASSO DI STORIA

L'America ha votato e Barack Obama è il nuovo Presidente degli Stati Uniti.
In questo momento in cui gli sconfitti italiani vestono i panni americani per avere finalmente qualcosa da festeggiare, propongo una lezione di lingua americana partendo dal verbo modale can che ha segnato e caratterizzato la campagna elettorale di Obama.
Un modo per ricordare che Barack Obama scriverà sicuramente la storia americana dei prossimi anni ma la vittoria di Barack Obama non potrà mai riscrivere la storia italiana.

cliccare le immagini per vederle ingrandite

giovedì 6 novembre 2008

THANK EPIFANI IT'S FRIDAY!

THANK GOD IT'S FRIDAY (Grazie a Dio è venerdì) è un'espressione molto popolare negli USA ma utilizzata anche nel resto del mondo per salutare l'arrivo del venerdì e quindi del fine settimana.

Ho voluto "storpiare" senza intenzioni blasfeme questo modo di dire pensando agli scioperi dei Sindacati e, in particolare:
- sciopero dei trasporti: venerdì 17 ottobre
- primo sciopero dei dipendenti pubblici: venerdì 7 novembre
- secondo sciopero dei dipendenti pubblici: venerdì 14 novembre
- sciopero dei metalmeccanici: venerdì 12 dicembre
Unica eccezione lo sciopero della scuola che è stato proclamato di giovedì all'indomani dell'approvazione del decreto (ma, tanto, erano giorni che nelle scuole si preferiva l'attività sindacale a quella didattica).

Mi sono fatto il seguente domandone:

SE VI SERVE L'AIUTO DA CASA NON CHIAMATE ME!!!!
- non ho mai avuto tessere sindacali
- non ho mai partecipato o aderito a scioperi
- sono sempre entrato in classe quando c'erano i picchetti a scuola
- ho partecipato alle manifestazioni di Forza Italia contro il governo Prodi sia a Roma che a Milano ma perchè ERANO DI SABATO. Durante la settimana devo lavorare...

mercoledì 29 ottobre 2008

IL DECRETO GELMINI E' LEGGE


Questa mattina il Senato della Repubblica ha approvato il "decreto Gelimini" che, pertanto, è stato convertito in legge.

Esito della votazione:
162 voti favorevoli
134 voti contrari
3 astenuti

STUDENTI CHE DICONO "NO": LIBERI DI MANIFESTARE, LIBERI DI STUDIARE

Ecco un altro esempio significativo di chi, stanco degli slogan, stanco delle pseudo-occupazioni, vuole che l'Universtità torni ad essere prima di tutto un posto dove studiare.
Se condividi il testo della petizione e vuoi dare il tuo sostegno a quella maggioranda di studenti che, pur rispettando chi non condivide la riforma, pretende rispetto verso chi ha voglia di studiare, firma il testo della petizione cliccando qui
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LIBERI DI MANIFESTARE, LIBERI DI STUDIARE
liberi di contribuire a costruire un'università migliore


L'università italiana è malata.
Egemonizzata da privilegi baronali, minata dal proliferare degli sprechi e da un utilizzo scellerato delle risorse, squalificata da una corsa al ribasso nell'offerta formativa, sempre più lontana dalla vita reale e dal mondo del lavoro.
L'università è malata anche di "iperpoliticità".
Non nel senso più alto e nobile dell'impegno politico, ma nel solco di una deriva ideologica che, a partire dal Sessantotto, ha bruciato tante generazioni e causato i guasti con i quali oggi siamo chiamati a confrontarci.
L'università italiana deve cambiare.
Noi vogliamo un'università che funzioni; che disponga di adeguate risorse, ma soprattutto che sappia impiegarle razionalmente, evitando gli sperperi e interpretando la propria missione al servizio degli studenti e del futuro del Paese.
E' inutile reclamare risorse e lamentare tagli nei finanziamenti se non si è capaci di spendere bene il denaro di cui si dispone.
Noi rispettiamo coloro che stanno protestando e manifestando il proprio dissenso, quando ciò avviene nell'ambito della legge.
Tuttavia, temiamo che le manifestazioni di protesta diventino, nei fatti, manifestazioni di sostegno nei confronti di chi ha interesse a mantenere lo status quo.
E ci sembra quantomeno irrazionale manifestare contro provvedimenti che ancora non esistono, e dunque non possono essere conosciuti.
Pretendiamo la stessa dignità e lo stesso rispetto per chi, come noi, giudica indispensabile un'azione riformatrice, valuta positivamente i provvedimenti fin qui adottati dal ministro Gelmini sulla scuola e intende dare un contributo costruttivo.
E pretendiamo dignità e rispetto per chi decide di costruire il proprio futuro continuando a seguire le lezioni e a svolgere regolarmente gli esami.
Si tratta di una larga maggioranza silenziosa, e non permetteremo che i suoi diritti vengano calpestati.
Liberi di manifestare, ma liberi anche di studiare e di contribuire a costruire una scuola e un'università migliori.

Petizione promossa da "Forza Italia Giovani" e dal quotidiano "Libero"
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martedì 28 ottobre 2008

ARTICOLI 5 - 5bis - 6 - 7 - 7bis - 8: LE BUGIE DELLA SINISTRA, I FATTI E LE OPINIONI

Ecco bugie, fatti e opinioni sugli articoli 5 - 5bis - 6 - 7 - 7bis - 8 della "Riforma Gelmini"


COSA DICE LA SINISTRA
"Verranno licenziati 87.000 insegnanti"
"Chiuderanno le scuole di montagna"
"Si distrugge l'Università"


COSA DICE IL DECRETO
Verranno licenziati 87.000 insegnanti? FALSO!
Non ci sarà nessun licenziamento: si andrà a razionalizzare il numero degli insegnanti rispetto al fabbisogno, non assumendone ulteriori.
In Italia c’è un docente ogni 9 alunni mentre in Europa c'è un dovente ogni 13.
In Italia nella scuola ci sono 1 milione e 350.000 dipendenti!!!

Chiuderanno le scuole di montagna? FALSO!
Nessuna scuola sarà chiusa.
Sarà invece unificato il personale amministrativo con un unico preside e un unico segretario per due scuole vicine (come previsto precedentemente dal governo di centrosinistra)

Si distrugge l'Università italiana? FALSO!
Nelle università italiane i ragazzi sono sottoposti ad un carico di ore di lezione triplo rispetto alla media europea e tutto questo per trovare giustificazione a corsi fatti solo per dare cattedre nell'ottica della scuola intesa come "stipendificio".
Un intervento sull'Università lo richiedono anche i numeri che sono davvero preoccupanti:
L’università italiana produce meno laureati del Cile
Non c’è un’università italiana tra le migliori 150 del mondo
Ci sono 37 corsi di laurea con 1 solo studente
327 facoltà non superano i 15 iscritti
Ci sono 5 università importanti con buchi di bilancio enormi (e sono i luoghi dove si protesta maggiormente) che avrebbero portato, se fossero state aziende, al licenziamento in tronco di chi le ha gestite per tanti anni Si sono moltiplicate cattedre e posti per professori senza tener conto delle reali esigenze dei ragazzi, aumentando la spesa in maniera inaccettabile
94 università più 320 sedi distaccate in posti non strategici
In Italia abbiamo 5500 corsi di laurea, in Europa la metà
170.000 materie insegnate rispetto alle 90.000 della media europea
Nel 2001 i corsi di laurea erano 2444, oggi 5500
Negli ultimi 7 anni sono stati banditi concorsi per 13.232 posti da associato ma i promossi sono stati 26.000.
Nel 99,3% dei casi sono stati promossi senza posti disponibili facendo aumentare i costi di 300 milioni di euro


COSA DICE LA GENTE
sondaggio ’Ispo (Ist. Studi pubblica opinione):
non disponibile sui temi degli articoli del post
sondaggio Mondadori per "Donna Moderna":
non disponibile sui temi degli articoli del post


COSA DICE IL MINISTRO GELMINI

“In genere il tema del precariato sembra essere appannaggio della sinistra.
In realtà io e tutto il governo abbiamo presente che è un piaga sociale gravissima, perché moltissimi ragazzi (nel campo della scuola, ma non solo) non sono in grado di organizzare la propria vita, il proprio matrimonio perché non hanno un’occupazione.
Questo è il frutto di un errore macroscopico che è stato fatto nel mondo della scuola: si è sovrastimata la capacità della scuola di creare posti di lavoro.
Oggi abbiamo una sproporzione tra il numero degli insegnanti e il fabbisogno oggettivo della scuola.
Il governo prende atto che negli ultimi dieci anni la spesa del ministero della Pubblica Istruzione è stata una spesa fuori controllo, che è aumentata del 30 per cento in dieci anni, siamo passati da 33 miliardi di euro nel ’99 a 43 miliardi nel 2008.
Con un aumento del 30 per cento senza investimenti in qualità, innovazione, in laboratori, in edilizia scolastica.
Oggi abbiamo il 97 per cento delle risorse bloccate in stipendi bassi, persino l’Ocse dice che l’Italia spende molto per pagare poco gli insegnanti. Quindi si è creato il precariato e si dà uno stipendio da fame agli insegnanti.
Bisogna voltare pagina.
In che modo?
Intanto dicendo le cose come stanno.
Io ho preferito dire anche delle verità scomode, ma non assecondare questo tentativo di rinvio della soluzione dei problemi e intanto di creazione del precariato.
Con la moratoria sulle Ssis, perché la Finanziaria 2007 aveva chiuso le graduatorie e nonostante questo le scuole di formazione per gli insegnanti della scuola secondaria funzionavano ininiterrottamente, sfornando personale che non aveva nemmeno accesso a una graduatoria, non solo non c’erano i posti di lavoro ma nemmeno la graduatoria.
Questo vale particolarmente per i ragazzi del IX ciclo.
Io ho istituito una commissione presieduta dal professor Giorgio Israel che in breve tempo darà delle risposte al problema.
Il mio intendimento è di riaprire le graduatorie fino al 2008, in modo che i ragazzi che hanno frequentato le Ssis e si sono pagati una scuola oltre i costi dell’Università, possano accedere a una graduatoria.
Poi credo che il meccanismo di formazione vada rivisto.
Possiamo avere un anno solo invece di due, in modo che la gente cominci prima a lavorare, ad avere un posto di lavoro, credo che quell’anno non vada impiegato in uno studio teorico, visto che si tratta di ragazzi laureati che hanno già fatto 5 anni di univerità, serve invece un’esperienza in classe, quindi di praticantato e al termine un concorso.
Io sento che il problema di questi ragazzi del IX ciclo rappresenta l’emblema di un modo di procedere, in cui per non dire di “no” si dice di “sì”, ma in realtà senza avere gli elementi per farlo.
Oggi noi abbiamo migliaia di precari.
Io, Sacconi, Bondi, Brunetta, stiamo pensando a quali risposte dare al precariato.
Con la Finanziaria non licenziamo nessuno, nel senso che gli insegnanti di ruolo vanno avanti a fare il proprio mestiere, il problema è che le aspettative dei precari invece rischiano di essere disattese.
Rispetto a questo nessuno ha mai immaginato un impiego nel turismo, semplicemente stiamo cercando di individuare strade alternative.
Per esempio, mentre c’è un esubero di insegnanti in materie umanistiche, c’è una mancanza di insegnanti di matematica, delle lingue.
E poi nell’ambito della cultura forse si possono trovare nuove professionalità, ma nessuno ha mai pensato di mandare gli insegnanti a fare le guide turistiche; questa è cattiva informazione che sfrutta i timori delle persone in difficoltà per attaccare il governo e creare panico.”.