lunedì 7 luglio 2008

LA CARICA DEI 31.000

Finalmente!
La verità comincia a venire a galla e, come sempre, l’ambientalismo vacilla davanti alle verità scientifiche.

Quante volte avete sentito gli ambientalisti (Verdi, Legambiente & company) accusare l’uomo di essere il distruttore del pianeta anche attraverso la diretta responsabilità nella formazione dell’”effetto serra” che provoca il surriscaldamento terrestre, lo scioglimento dei ghiacciai, la formazione degli uragani e ogni sciagura pensabile ed immaginabile?

Quante volte vi siete sentiti colpevoli davanti all’idea di essere diventati inconsapevolmente dei criminali ambientali?

Finalmente più di 31mila scienziati americani (per la precisione 31.072 in questo momento) hanno sottoscritto una petizione per chiedere al governo degli Stati Uniti di non adeguarsi agli accordi sul riscaldamento globale firmati a Kyoto nel 1997 (per leggere la petizione http://www.petitionproject.org/).

La petizione, partita dall'Oregon Institute of Science and Medicine denuncia il tentativo del fronte "verde" di far credere che esista un ampio consenso scientifico intorno all'ipotesi del surriscaldamento terrestre e, in particolare, all'idea che questo fenomeno sia attribuibile all'attività umana.

Nella petizione i 31mila scienziati scrivono "Chiediamo al governo degli Stati Uniti di respingere il protocollo di Kyoto del 1997 e altri simili accordi internazionali. Il proposto abbassamento delle emissioni di gas serra sarebbe infatti dannoso per l'ambiente e minerebbe il progresso della scienza e della tecnologia, finendo per compromettere la salute e il benessere dell'umanità."

Personalmente, attraverso la lettura di alcuni testi scientifici, non ho mai creduto al rapporto tra l’attività umana e l’effetto serra tanto che nel mio scritto “L’impronta della ragione – superare la retorica ambientalista per restituire la naturale centralità all’uomo” (recentemente pubblicato nel volume “Per un bene possibile” – Marietti Editore), ho affrontato con molta decisione il Protocollo di Kyoto definendolo “truffa ideologica”.

"Truffa ideologica" perché il Protocollo di Kyoto obbliga i paesi industrializzati a considerevoli e inutili costi per ridurre i cosiddetti “gas serra” imputati all’uomo e, allo stesso tempo, impone pesanti limiti ai paesi in via di sviluppo che, per avviare la necessaria crescita economica, dovrebbero provocare (sempre seguendo la logica ambientalista: attività umana = gas serra) un aumento delle emissioni.

In pratica dietro una bugia scientifica, il Protocollo di Kyoto crea danni all’intera economia mondiale sulla base di suggestioni e senza la certezza scientifica né sulla responsabilità dell’uomo per il riscaldamento globale, né sull’effettiva pericolosità per l’uomo delle emissioni di “gas serra”.

Ma quanto gli scienziati americani hanno finalmente deciso di mettere nero su bianco, in Italia viene affermato da tempo da un fisico che da sempre non nasconde la sua passione per la verità scientifica e combatte la menzogna ambientalista: è il Prof. Franco Battaglia docente di chimica ambientale all'università di Modena e già docente al Dipartimento di fisica dell'università di Roma-Tre oltre che coordinatore del Comitato Scientifico dell'ANPA (Agenzia Nazionale per la Protezione dell'Ambiente).

Il Prof. Battaglia, già nel 2002, a pagina 5 del libro “Scienza e ambiente – conoscenze scientifiche e priorità ambientali” pubblicato dal Comitato Scientifico dell’ANPA, riportava certezze scientifiche talmente evidenti da non richiedere altri commenti.

Ecco di dati riportati dal Prof. Battaglia nella loro imbarazzante evidenza:

nell'atmosfera vi sono 3.000.000 Megatonnellate di CO2

l'uomo ne immette ogni anno 6.000 Megatonnellate (lo 0,20%!!!)

il resto della CO2 presente in atmosfera è provocato principalmente da fenomeni naturali (pensate che i vulcanologi Millard Coffin e Olav Eldhom hanno scritto su “Scientific American” che l’eruzione di un solo vulcano di grandi dimensioni emette in atmosfera circa 17.000 Megatonnellate di CO2 ovvero quasi il triplo di quella prodotta dall’uomo in un anno intero!!!).

la metà delle 6.000 Megatonnellate prodotte dall’uomo proviene dai paesi industrializzati.

il protocollo di Kyoto, obbliga proprio i paesi industrializzati alla riduzione dei “gas serra” prodotti nella misura dell’5% nel periodo 2008-20012.

in pratica, entro il 2012, “grazie” al Protocollo di Kyoto i paesi industrializzati avranno contribuito (con costi elevatissimi) a immettere nell’atmosfera 5.850 Megatonnellate di CO2 di produzione umana anziché 6.000!!!

E nell’atmosfera avremo 2.999.850 Megatonnellate di CO2 anziché 3.000.000!


Inutile qualsiasi commento!

Questi dati oggi hanno finalmente mosso in America degli scienziati a non subire più le bugie ambientaliste.

Quando anche in Italia, sull'esempio dei 31mila scienziati americani, alla voce solitaria del Prof. Battaglia (e di pochi altri) si uniranno quelle di tanti scienziati che avranno il coraggio di dire la verità anche quando è contraria alla retorica ambientalista dominante?

5 commenti:

limbiateblog.it ha detto...

Finalmente ho trovato il tempo di replicare al suo articolo.

Visto che grande importanza viene data ai numeri, inizio parlando di numeri. Devo ammettere che 31.000 fa una certa impressione. Superato lo shock iniziale, ho pensato diverse cose:

In base alle mie ricerche, questo non è stato il primo tentativo degli scienziati di esprimere il loro dissenso verso le teorie allarmistiche di Kyoto:
c'è il caso Heidelberg Appeal di Rio de Janeiro, che collezionò 4.000 firme, incluse quelle di 72 Premi Nobel;
c'è l'Oregon Petition Project del 2001 che totalizzò 17.800 firme.

Ora, non è che la realtà la decide la maggioranza. È un atteggiamento tipicamente politico puntare sul consenso degli esperti per i motivi che è fin troppo facile immaginare. I politici d'altra parte vivono di maggioranze ed è logico che usino la maggioranza come certificazione di validità.
Quando si parla di scienza invece, tra l'ipotesi A sostenuta da 3 e la B sostenuta da 8, non è vera la B per merito del numero di scienziati che la sostengono. È vera la tesi più corretta: esiste il metodo scientifico per disquisire di questo. Se la maggioranza avesse sempre ragione, Galileo sarebbe stato davvero fregato.

Ci sono delle pignolerie che ridimensionano molto il peso del cifrone:
prima)
a quanto pare molti scienziati citati si sono ribellati all'inclusione nella lista (pare che abbia dovuto cambiar nome da "lista degli scienziati che contestano il global warming antropico" a "lista degli scienziati i cui risultati di ricerca hanno permesso di contrastare il global warming di natura antropica")
seconda)
Pare che la petizione sia stata fatta firmare con la tecnica della catena di S.Antonio: tramite e-mail. Credo che una raccolta siffatta non abbia alcuna valenza statistica.
terza)
Pare che tutto sia partito dal documentario di Al Gore. Il documentario "Una scomoda verità", ritenuto saccente e pieno di inesattezze anche dal fronte ambientalista (la solita allarmistica americanata cinematografica in versione verde), Al Gore sostiene che "la discussione è chiusa" e che non rimangono che "alcuni scettici". Non è esclusa anche la componente emotiva della marea di firme, da parte di tecnici e teorici della che osservano con rabbia l'uso strumentale e grossolano che della scienza viene fatto, ancora una volta, dalla politica.

Passiamo alla questione.
Non dico che la sua tesi non sia possibile. Ma se le considerazioni che provano che l'effetto serra abbia natura antropica non hanno valenza scientifica, beh, non è neanche vero il contrario. Lei forse non potrà provare la tesi degli ambientalisti, ma non potrà provare neanche la sua. E credo che non si possa stare ad aspettare di avere una risposta unanime dalla comunità scientifica, rischiando che sia troppo tardi. Chi è scettico cerchi pure di provarlo (magari profumatamente finanziato dalle compagnie minerarie o petrolifere), ma nel frattempo la tesi più valida è questa, e in qualche modo si deve cominciare a correre ai ripari.

Nei dati che ha citato non vedo alcuna "imbarazzante verità". Il protocollo si Kyoto, che si basa sulla Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (UNFCCC) si basa sull'ipotesi (ripeto ipotesi) che l'emissione di gas-serra sia la causa del riscaldamento globale. Sono membri dell'UNFCCC ben 188 paesi:

"Recognizing that developed countries are principally responsible for the current high levels of GHG emissions in the atmosphere as a result of more than 150 years of industrial activity, the Protocol places a heavier burden on developed nations under the principle of “common but differentiated responsibilities.”



Ora: se una ipotesi (quindi non una incontestabile realtà scientifica) è sufficiente a far impelagare 146 governi (quanti hanno firmato il Kyoto) in un inutile sperpero di denaro pubblico o significa che sono tutti babbei affascinati dalle infondate e inutilmente allarmistiche suggestioni verdi, oppure qualcosa di veramente convincente sotto sotto c'è. E magari vista la sua posizione io approfondirei questo punto.

A ben vedere il protocollo di Kyoto è criticato anche dal mondo ambientalista. Sostengo che occorra considerarlo come una traccia, come un inizio. Anche se il meccanismo di "compravendita" (sto semplificando) del diritto ad inquinare può far storcere il naso, dobbiamo ammettere che nel moderno mondo capitalistico le sanzioni e le pene pecuniarie hanno ben più successo dei moniti e degli accordi.

Ha citato i paesi in via di sviluppo. Alle economie ascendenti si chiede di avere sensibilità ambientale, quella sensibilità che noi non abbiamo dimostrato dalla rivoluzione industriale ad oggi, supportata e compensata da un adeguato scambio di know-how di ricerca scientifica e applicazione di nuove tecnologie.

Non mi fido degli americani. Beninteso: negli States opera la comunità scientifica più vivace e capace del mondo, tra i quali moltitudini di scienziati europei e nostrani, ma non è nuovo il fenomeno delle cosiddette "finte associazioni verdi" (come Public Interest Watch, Scientific Alliance, Global Climate Coalition, Greening Earth Society). Queste associazioni, create a tavolino (indovinate da chi?) con suggestivi nomi e loghi "green", vengono create ad hoc per creare scompiglio e malainformazione, sostenendo le tesi più stravaganti: che Greenpeace ricicli denaro sporco, che non sia vero che i mari si innalzino a causa del global warming, addirittura che l’aumento dei livelli di concentrazione di anidride carbonica in atmosfera sia un bene per le piante! (fonte)

Quanto al prof. Battaglia non mi pronuncio perché pur avendolo sentito nominare non ho dati né competenze certe per poter giudicare. Spero che non si tratti della versione italiana di Rifkin.

noalgore ha detto...

Ottimo post. Penso che lo linkerò nel mio blog
Ambientalismo di Razza
che si occupa delle radici razziste dell'ambientalismo italiano e della truffa del cosiddetto riscaldamento globale.

ecotesticoli ha detto...

Questa cosa è davvero divertente.
Gli americani assieme agli australiani sono gli unici a non aver redatto il trattato di Kyoto. Ci sono però dei problemi in tutto questo? Assolutamente no.

1. Gli americani sono famosi per la loro riluttanza nei cambiamenti, basti pensare al fatto che un'auto americana ha una cilindrata doppia a quella europea, una potenza in termini di cavalli che è la metà ed un cosnumo che è il doppio. Eppure, anche in ottica di puro e semplice risparmio alla genovese si ostinano a produrre auto che sono dei mostri succhia benzina... mi sembra strano che solo ultimamente abbiano una crisi nei consumi di petrolio.

2. Molti stati americani, primo su tutti la California, ha deciso di aderire al trattato di Kyoto in maniera autonoma. strano? non direi. sensato? abbastanza. ridurre i consumi, ridurre le emissioni di agenti inquinanti e migliorare la qualità della vita non è una cosa da pazzo allarmista ma bensì un atteggiamento che dovrebbe aiutarci a migliorare.

3. non mi sembra assurdo che solo 31.000 scenziati americani abbiano firmato una petizione del genere. quando iniziarono le battaglie contro le Lobbi del Tabacco moltissimi scenziati, americani, si pronuncarono nel seguente modo:

"NON ESISTONO RELAZIONI DIRETTE TRA IL FUMO DI SIGARETTA, ED AFFINI, E PATOLOGIE CARDIOVASCOLARI, PATOLOGIE TUMORALI E PATOLOGIE ALLA VIE AEREE."

Faceva comodo a questi simpaticoni dire il contrario di quello che veniva detto dalla maggior parte della comunità scientifica per due mtivi:
1. benefit economici;
2. aumento della confusione della massa (ALLARMISMO e SCETTICISMO).

Stranamente oggi siamo concordi nel dire che il fumo UCCIDE. strano, vero?

Ripeto, 31.072 scenziati americani, equivalgano a dire 1.000.000.000 di contadini cinesi.

Senza falsi allarmismi direi che il pianeta sta collassando e noi siamo una delle cause.

Luca Mestrone ha detto...

Complimenti per la scelta della firma...

La prossima volta eviterò la pubblicazione o la muterò in commento anonimo.

limbiateblog.it ha detto...

Ecotesticoli ha detto delle cose molto interessanti.